Vacanze: Gallipoli, l’Ibiza salentina tra storia, folklore, antichi fasti. E spiagge alla moda.

[ FONTE: ilfattoquotidiano.it ]

Fuori stagione diecimila paciosi abitanti, atmosfere ovattate tra le bellezze architettoniche e storiche. D’estate, puntuali, arrivano duecentomila visitatori, in media, da tutto il mondo nella scatenata stagione estiva, tra le più “modaiole” nel panorama vacanziero.

La piccola città salentina unisce due anime: il fascino della città vecchia con il suo passato straordinario e le eccitazioni balneari dei tempi moderni all’altezza delle star del settore.

Verso sera, ma non c’è un’ora precisa perché dipende un po’ da com’è andata, i pescherecci tornano dal mare e se ti capita di trovarti lì sulla grande piazza intitolata ad Aldo Moro, che è uno degli attracchi di Gallipoli, puoi perfino comprare il pesce, i gamberi, o quel che questo mare ha regalato, direttamente dai pescatori. D’accordo, succede quasi dappertutto nei posti di mare, turisti e gente del posto attratti come gabbiani sui moli all’arrivo delle barche, i primi che sbirciano i locali per capire se si fanno differenze sul prezzo, i locali che vorrebbero solo loro avere questo privilegio, dall’altra parte pescatori un po’ scontrosi dopo le ore di fatica in mare. E si torna a casa con il pesce più fresco del mondo. Scene già viste. Ma qui è la scenografia che è particolare. E affascinante.I pescherecci sono attraccati all’inglese con le fiancate che scricchiolano sul bordo della banchina appena mossi dalle onde su questo piccolo specchio di mare, che si chiama Seno del Canneto ed è il vecchio porto della città. Un lato della piazza è occupato da una grande chiesa, il santuario di Santa Maria del Canneto chiesa barocca del Seicento. Su un altro lato della piazza i resti della Fontana Greca, che sembra sia la più antica fontana d’Italia costruita nel III secolo avanti. Poco più in là una micro chiesetta con micro campanile che potrebbe essere la chiesa più piccola del mondo, o un’opera pop, vista la sua drastica inutilità. Appena oltre la piazza si staglia un’imponente fortezza, che è il Castello Aragonese costruito nell’XI secolo su rovine romane. E poi a chiudere il quadro la striscia orizzontale della mura Urbiche che chiudono il perimetro della città vecchia. …  continua a leggere

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