Rivellino e Castello Angioino

Rivellino
E’ strutturalmente costituito da un torrione fortificato con funzione di testa di ponte avanzata di difesa del castello verso il territorio in modo da poter contrastare gli assedi da terra e coprire con una gittata utile il fuoco nemico.
Tali caratteristiche strutturali e funzionali furono ideate, sul finire del 1400, dall’architetto senese Francesco di Giorgio Martini, che aveva collaborato con il Laurana per la costruzione del Palazzo ducale di Urbino e che era venuto al seguito del Duca di Calabria, dopo la riconquista di Otranto, con l’incarico di rinnovare e riprogettare l’intero sistema di difesa del regno nel Salento meridionale, il più esposto alle aggressioni turche. Il Rivellino venne però realizzato solo qualche decennio dopo, tra il 1515 ed il 1522, sotto il dominio spagnolo dei Viceré di Napoli, nell’ambito di una imponente serie di lavori che interessò anche, e fino al 1580 ca., la costruzione dei muri scarpati dei torrioni del castello e delle cortine ed il rifacimento della via d’accesso alla città.

 

 

Castello Angioino
E’ una classica opera fortificata ristrutturata profondamente tra XVI e XVII secolo su di un preesistente impianto bizantino e medioevale. A pianta quadra e rinforzo agli spigoli con strutture bastionate di epoca aragonese, conserva all’interno tracce di precedenti stratificazioni. La sua struttura è rinforzata, verso il continente, da un Rivellino con funzioni di difesa avanzata verso la terraferma. Il castello era anticamente circondato da un fosso in parte navigabile progettato nel 1484 dai Veneziani. L’ingresso prospettava le mura civiche della città con passaggio attraverso un ponte levatoio in legno. All’interno è visibile l’ampio cortile ed entrando dalla porta di ingresso, si nota, sulla sinistra, l’antica cappella e, sulla destra, il corpo di guardia.

Dell’originaria antica struttura sono ancora visibili i sotterranei ed i camminamenti casamattati dei tre bastioni angolari dei quali, possente per dimensioni e robustezza costruttiva, quello a pianta ennagona di N-E, mentre non più esistente, perché crollato sul finire del XVIII secolo, è quello di S-O. Attualmente il fronte che prospetta sulla città risulta ingabbiato nell’edificio neoclassico, realizzato nel 1881, dell’ex (ndr) mercato comunale. Fu anticamente governato da un regio castellano, generalmente di nazionalità spagnola, restando armato fin dopo la prima guerra mondiale.
Sede dall’’800 di uffici finanziari, vi è stato allocato, fino ai primi anni del 2000 (ndr), il comando di compagnia della Guardia di Finanza.

 

Testo originale – Elio Pindinelli
Traduzione in lingua inglese a cura di Rocco Merenda